Il Grand Hotel Orologio è uno degli emblemi della storia di Abano. L’edificio, bellissimo, fu costruito nel XVIII secolo dai nobili Dondi dell’Orologio ed ampliato nell’800 con l’aggiunta della facciata neoclassica di Giuseppe Jappelli, che sistemò anche il vasto giardino che circonda l’albergo. Agli inizi del conflitto venne trasformato in struttura ospedaliera e vi vennero ricoverati numerosi feriti provenienti dal fronte.
Quando, dopo Caporetto, con l’arretramento della linea del fronte, il Comando Supremo si spostò all’Hotel Trieste, l’Hotel Orologio venne trasformato in struttura di supporto logistico. Divenne mensa degli ufficiali di Stato Maggiore e residenza per i numerosi ospiti e per le Missioni italiane e straniere che venivano a incontrare Il Generale Diaz, a capo del Comando Supremo.

 


La storia dell’Hotel è legata al Grande conflitto mondiale anche per un episodio particolarmente emblematico che vi avvenne la sera del 11 agosto del 1918. Dopo che la 87 squadriglia, “La Serenissima” portò a termine l’epico volo su Vienna, il Generale Diaz volle infatti invitare alla sua mensa tutti coloro che avevano partecipato all’azione. Mentre D’Annunzio rievocava gli episodi più salienti del Volo e descriveva i paesi e le città che avevano sorvolato, nello stupore generale, uno dei piloti, “Gino” Allegri, denominato dal Vate Fra Ginepro per via della lunga e folta barba, su lasciò andare a “uno schianto di singhiozzo”,
Il 5 ottobre 1918, non ancora ristabilito da una lieve malattia, Gino Allegri partecipò a una ricognizione offensiva sulla pianura veneto-friulana. Al rientro al Castello di San Pelagio, nel compiere evoluzioni a espressione della propria gioia per il buon esito della missione, entrò in collisione con il velivolo del Tenente Guglielmo Vianini e precipitò a sud della pista di atterraggio. Il suo aereo, che aveva ancora una bomba agganciata, esplose e venne avvolto da una fiammata. L’incidente costò la vita all’eroico pilota veneziano cui è intitolato l’aeroporto di Padova.